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Anno 5, n. 109 SOMMARIO
Io non copio, rielaboro di Luca Cicolella Perchè
e per chi scrivere. Lettera dalla Sicilia A
quando il ritorno di ‘Politica di Capitanata’? Il
mio ricordo di ‘Radio Erre’ Comune:
“Ci sono comunicatori e comunicatori” INTERVENTI SONDAGGI AGENZIE
D’INFORMAZIONE PERIODICI/1 PERIODICI/2 PERIODICI/3 RIVISTE TELEVISIONE RADIO PERSONAGGI/1 PERSONAGGI/2 TREND AFFISSIONI PUBBLICITA’ PREMI
GIORNALISTICI DEONTOLOGIA GUARDIA
& LADRI ERRORI
& ORRORI La
Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, Corriere.it, Coordinamento
Nazionale Piccoli
Comuni, Italia Oggi, Quotidiano di Foggia, La Gazzetta del
Mezzogiorno, Puglia, Pane & Pallone | |||||
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PERSONAGGI/2 In morte di un fotografo speciale Alzi
la mano chi ha mai sentito prima di oggi il nome di Romolo Nazzaro. Anche
per il ‘Vadonline’ sarebbe
rimasto un (illustre) sconosciuto se non avesse dato notizia della sua
morte, avvenuta in provincia di Torino venerdì 7 gennaio 2005, il
quotidiano ‘Italia Oggi’. Romolo
Nazzaro era nato nel 1925 in un paese della nostra provincia, Castelluccio
Valmaggiore. Di famiglia poverissima, si sposò ed ebbe tre figli ma per
mantenere tutti - come tanti in quegli anni, e dopo - fu costretto a
emigrare al nord. Giunse
a Torino nel 1946 dove, per sopravvivere, svolse i lavori più disparati.
Ma la sua passione era la fotografia. Fu così che cominciò ad
avvicinarsi a questo mondo tanto da diventare, già nel 1952,
collaboratore del quotidiano torinese ‘La
Stampa’. Poco dopo lo divenne anche per la più importante agenzia
giornalistica del mondo, l’Associated
Press. “Per
30 anni - scrive ‘Italia
Oggi’ - gira il mondo con la sua macchina fotografica lavorando a fianco delle
firme più famose”. Ma
è il 1978 l’anno della svolta che gli farà cambiare di colpo vita,
senza tuttavia mai ricevere quel po’ di luce che almeno adesso, da
morto, pure meriterebbe dalla sua città natale. In
quell’anno Nazzaro si reca a Città del Messico ed è nella megalopoli
centramericana che - rivela ancora ‘Italia Oggi’ - “...vede
un bambino che cerca rifugio sotto un mucchio di rifiuti e da quel momento
decide di dedicarsi ai poveri, documentando con la macchina fotografica
gente bisognosa di aiuto. Espone le molte immagini su un camper
organizzando continue mostre itineranti per raccogliere denaro da offrire
ai più poveri”. Attraverso
questa originale e ammirevole iniziativa arriverà a raccogliere qualcosa
come 10 miliardi di vecchie lire che sarà lo stesso Nazzaro a distribuire
ai bisognosi sparsi tra India e Messico. Per
documentare questo sforzo scriverà nel 1991 il volume “Con
il cuore, con un camper” edito da Piemme. Una sorta di testamento
spirituale.
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