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Anno 5, n. 109 SOMMARIO
Io non copio, rielaboro di Luca Cicolella Perchè
e per chi scrivere. Lettera dalla Sicilia A
quando il ritorno di ‘Politica di Capitanata’? Il
mio ricordo di ‘Radio Erre’ Comune:
“Ci sono comunicatori e comunicatori” INTERVENTI SONDAGGI AGENZIE
D’INFORMAZIONE PERIODICI/1 PERIODICI/2 PERIODICI/3 RIVISTE TELEVISIONE RADIO PERSONAGGI/1 PERSONAGGI/2 TREND AFFISSIONI PUBBLICITA’ PREMI
GIORNALISTICI DEONTOLOGIA GUARDIA
& LADRI ERRORI
& ORRORI La
Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, Corriere.it, Coordinamento
Nazionale Piccoli
Comuni, Italia Oggi, Quotidiano di Foggia, La Gazzetta del
Mezzogiorno, Puglia, Pane & Pallone | |||||
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POSTA
& RISPOSTA Lettere,
precisazioni, interventi dei lettori Indirizzate
le vostre mail a: info@ilvademecum.it Luca
Cicolella jr: “Io non copio, rielaboro” "Gentilissimo"
direttore del giornale... chiedo scusa, del portale "Vademecum",
chi le scrive è Luca Cicolella, un giovane che lei definisce
amichevolmente (anche se non ricordo di averla mai conosciuta) l'ultimo e
furbo dei Cicolella. Lei,
per puro spirito di critica, credo, mi accusa di essere uno dei fautori
della cosiddetta "arte del copia-incolla". Per di più, sul suo
portale, ho constatato che lei rivolge con pieno gusto nei miei confronti
l'accusa di essere un infrantore delle regole deontologiche... Ma
mi sorge spontanea una domanda: lei, le regole deontologiche, le conosce
davvero? Le
ricordo amichevolmente che, ad impartirmi preziose ed efficaci lezioni di
giornalismo (deontologia compresa, non si preoccupi...), è un certo
Gianni Cicolella, giornalista professionista da ormai molto tempo. Le
ricordo, o meglio, la informo, che quando un pezzo giornalistico è
firmato da un articolista, non significa per forza che questo sia stato
ideato dall'articolista in questione, ma che questi, probabilmente, ne
abbia curato "esclusivamente" la rielaborazione (nel caso in cui
lo avesse ritenuto necessario) dopo aver affrontato una ricerca. Tale
ricerca, nello specifico da me effettuata per mezzo della avanzata
tecnologia internet, non è assolutamente applicazione dell' "arte
del copia-incolla", ma, al contrario, applicazione di un metodo di
ricerca lecito in campo giornalistico. Non entro nel dettaglio, perchè mi
sembra inutile discutere di giornalismo con chi non ne ha competenza... ma
mi resta da farle un'ultima domanda: come può criticare chi è al di
sopra di lei come eseprienza e titoli? Le ricordo che da gente proveniente
dalla famiglia Cicolella (mi tiro ovviamente fuori dal confronto, per il
momento), lei ha solo da guardare... e, se vuole, può anche
"rubare" (deontologicamente parlando, si intende...). Distinti
saluti e auguri per il futuro del suo...del suo? Mi aiuti a definirlo... P.S.:
Non si preoccupi, i giornali di annata di mio nonno, io li leggo e li
rileggo... cercando di "rubare" qualcosa, cercando di imparare. Luca
Cicolella - Foggia Gentile
signor Luca Cicolella, intanto
non comprendiamo il tono ironico che Lei usa nei nostri confronti, anche
perchè - ci creda - nella Sua/Vostra posizione c’è poco da ridere. Anzi,
detto fra noi, se non ci avesse scritto forse sarebbe stato (per Lei,
ovvio) molto meglio. Ma
visto che lo ha fatto, e nemmeno per fare un passo indietro, non possiamo
che ribadire quanto scritto sul Suo e sul conto del giornalista
professionista, Gianni Cicolella in quanto direttore responsabile del
settimanale ‘Pane &
Pallone’, giornale sul quale sono comparsi, e continuano ad essere pubblicati, i
“cosiddetti” articoli frutto del copia-e-incolla. E
poichè Ella continua a difendere l’indifendibile, La informiamo che se
fino a ieri non lo avevamo fatto per correttezza personale nei confronti
delle persone citate, da oggi ci comportiamo diversamente, inviando quanto
di competenza ai siti e ai giornali nazionali che riteniamo siano stati
danneggiati e, soprattutto, all’Ordine dei Giornalisti di Puglia, per
vedere chi ha ragione. Un’ultima
cosa: oltre che infrangere quelle deontologiche, Lei sembra voler
infrangere anche quelle grammaticali: “infrantore”, infatti, non
esiste nella lingua italiana. P.S.:
Come mai da un po’ di tempo la rubrica da Lei curata su ‘Pane &
Pallone’, e oggetto dell’interessamento del ‘Vadonline’, è
“improvvisamente” scomparsa? =
= = Perchè
e per chi scrivere. Lettera dalla Sicilia Vi
scrivo per chiederVi come ci si deve comportare se un direttore che ha
pubblicato gli articoli si rifiuta di pagarli.
Gliene
ho mandati 19, tutti pubblicati. Si
tratta di un mensile piccolo che esce a Catania, ma la cosa che mi fa
rabbia è che a cascarci sono stati già in tanti. Cosa
si fa quando un direttore ( anche editore ) si rifiuta di pagare gli
articoli ? Ovviamente
ha sempre lasciato intendere che li avrebbe pagati. Vi
potete immaginare come mi sento. Grazie
per avere letto la mia lettera. Melania
Mertoli - Catania Gentile
Melania, grazie
per essersi rivolta al ‘Vadonline’.
Ci farebbe piacere sapere come è venuta a conoscenza della nostra
pubblicazione telematica. Spiace
sapere che (anche Lei) sia incorsa in questa che, Le assicuriamo, non è
affatto una esperienza isolata. Il Suo caso, specie al Sud, è ovviamente
comune a tantissimi altri. Occorre
capire innanzitutto come è stato regolato in origine il rapporto con quel
direttore/editore. Molti giornali, la quasi totalità delle piccole
testate periodiche, precisano nel colophon - dove trova la gerenza e altre
informazioni sul giornale - che “la
collaborazione va intesa a titolo gratuito”. Lei
sostiene, e noi Le crediamo, che il direttore del giornale che le ha
pubblicato 19 articoli Le aveva promesso la relativa corresponsione. E
allora, se quella frase “magica” non compare, può rivolgersi
all’Ordine dei Giornalisti della Sicilia (la sede è a Palermo in via
Crispi 286, telefono 091-6110669, www.odgsicilia.it) e con un semplice
esposto dichiarare quanto Le è accaduto, allegando le fotocopie degli
articoli pubblicati e precisando - cosa importantissima - che era stata
concordata con quel direttore una forma di collaborazione ai fini della
possibile iscrizione all’Ordine dei Pubblicisti. In questo caso - è la
legge a imporlo - occorre che gli articoli (un minimo di 60 pubblicati
nell’arco di due anni) vengano pagati, anche non rigorosamente in base
al tariffario vigente. Tenga però conto che se il giornale presso il
quale ha scritto quei 19 articoli è un mensile, sarà comunque difficile
pervenire ai due anni col minimo di 60 previsti dalla normativa. Il
nostro consiglio è questo: verifichi per prima cosa se da qualche parte
sul giornale compare la frase “magica” (cioè
“la collaborazione è prevista a titolo gratuito”,
o qualcosa del genere). Se c’è, si metta l’anima in pace. Se pure
quella frase non ci fosse, e comunque sono passati già 19 mesi
(presupponiamo un articolo a numero), anche in questo caso può fare ben
poco, a meno che non dovesse trovare per esempio un quotidiano o un
settimanale presso i quali proseguire la collaborazione - senza mai
interrompere il periodo di due anni, a far data dal primo dei 19 - e
sommare alla fine del biennio almeno 60 articoli. Resterebbe però il
problema di “strappare” al direttore incriminato la dichiarazione che
confermi la sua avvenuta collaborazione e l’avvenuto pagamento (anche a
fine anno). Lo stesso dovrebbero poi fare gli eventuali direttori delle
altre testate attraverso le quali - parliamo sempre di ipotesi - potrà
concludere i due anni necessari ai fini della richiesta di iscrizione
all’Albo dei Pubblicisti. Senza
queste dichiarazioni e la dimostrazione dei relativi versamenti, purtroppo
non potrebbe vantare alcun diritto. Ma attenzione: occorre pure che la
collaborazione prosegua, anche oltre i due anni canonici. In
conclusione: se è ancora giovane, ed ha realmente voglia di imparare il
“mestiere”, Le consigliamo di contattare una testata (può anche
essere una radio, una televisione, un sito internet della Sua zona) dove
cominciare sul serio un percorso formativo. Il Giornalismo è una cosa, la
passione per la scrittura un’altra e dipenderà molto da Lei scegliere
da che parte stare. Reclamare
il pagamento per una serie di articoli scritti è legittimo ma fino a un
certo punto: chi ha veramente voglia di fare esperienza, non deve
anteporre immediatamente questioni economiche. Non le diciamo questo per
scoraggiarLa, ma per indicarLe un metodo di lavoro che faccia chiarezza
sul Suo reale interesse verso l’attività giornalistica. Se ha stoffa e
dimostrerà di essere fortemente motivata, qualche tempo dopo troverà
certamente la testata che saprà valorizzarLa. Anche dal punto di vista
economico. Auguri
per il nuovo anno e per il Suo futuro professionale. (arcangelo
renzulli) =
= = A
quando il ritorno di ‘Politica di
Capitanata’? Egregio
direttore, Le
è nota la data cui si ispirano i redattori di politicadicapitanata.it per
riprendere le pubblicazioni? Auguro
buon lavoro a Lei e alla redazione. Al
Verde Gentile
“Signor Al Verde”, La ringraziamo per gli auguri ma ci piacerebbe
sapere chi e cosa si celi dietro una così anonima sigla (Al Verde).
Qualche nostro lettore più sprovveduto potrebbe pensare che stiamo
interloquendo con qualcuno andato in disgrazia... Ci risulta l’esistenza
di un paio di siti internet che fanno riferimento ad una denominazione
come la vostra (www.alverde.it e
.com). La cosa vi riguarda? Entrando
nel merito della domanda - posto che poteva inviare una mail anche al sito
www.politicadicapitanata.it - sappiamo che il gruppo redazionale
attualmente impegnato nella stampa del mensile ‘Profili’ (Fabio
Prencipe, Gianni di Bari, Mario De Vivo, Antonella Bevilacqua) si sta
adoperando per la riattivazione del sito. Permangono
al momento problemi di natura tecnica e organizzativa, così come è
probabile che non sarà editato con cadenza settimanale. Quel che
sembra certo è che il ritorno di ‘Politica di Capitanata’ avverrà
entro i prossimi mesi. =
= = ‘Radio
Erre’ nel ricordo di Giuseppe Campanella A
volte sfogliando internet mi sono ritrovato a leggere della “doppia
erre” che tanto ricordo con affetto. Nei
primi anni di vita dell'emittente ho avuto modo di visitarla accompagnato
dal mio compagno di scuola Flavio Ferrari; solo dopo molti anni ho
condiviso l'emozione e l'amore di collaborare con quell'emittente e credo
di aver dato anche il mio contributo, se pur (forse) in minor parte
rispetto agli altri (i fondatori). Non
ho mai ricordato con nostalgia delle nottate fatte tra il 1985-1988 per
mandare avanti la frequenza, il tutto nel migliore dei modi e con pochi
mezzi. Un
grosso saluto alla sigra Marisa, Flavio, Arcangelo, Maurizio, Beppe
(Jazz), Giuseppe
(Jazz)..... Per
me resta in bellissimo momento della mia vita. Ciao Giuseppe
Campanella - Foggia Caro
Giuseppe, anche per noi si è trattato di un periodo speciale della nostra
vita e anche noi ti ricordiamo con nostalgia per essere stato non solo una
persona competente ed efficiente ma soprattutto disponibile e leale, pur
nel breve periodo in cui abbiamo avuto modo di conoscerti ed apprezzarti
(era il 1986). Ci
farà piacere ricevere ulteriori messaggi di quanti hanno fatto parte di
“quella” ‘Radio (o Teleradio) Erre’. Precisiamo ad ogni buon conto
che i nomi da noi citati in alcuni articoli pubblicati sul ‘Vadonline’
di dicembre scorso e su questo stesso di gennaio 2005 vanno ricondotti
soprattutto al periodo iniziale dell’emittente, soprattutto al triennio
1976-78. =
= = Comune:
«Ci sono comunicatori e comunicatori» Gentile
direttore, sebbene già evidenziato nella nota del collega Ciccarelli, il
comunicato in oggetto non è stato redatto ed inviato dall'Area
Comunicazione del Sindaco (e-mail: ufficiostampa@oraziociliberti.it), ma
dall'Ufficio Tributi del Comune, retto dall'assessore Grassi. Chi
sia l'anonimo estensore non è dato sapere, visto che il comunicato non
risulta firmato, ma non è difficile scoprirlo. Quanto
al suo appunto circa il mancato inserimento di 'Vadonline' nella mailing
list del Comune, la informiamo che alla casella di posta del sindaco (è
l'unica che gestiamo) non è mai giunta una vostra segnalazione in merito,
altrimenti avremmo rimediato alla nostra disattenzione. Perché, a scanso
di equivoci, si tratta di pura e semplice dimenticanza. Con
simpatia Cinzia
Pellegrini e Nicla Crincoli Ringraziamo
le colleghe per la precisazione e per la cortesia che l’accompagna.
Quando abbiamo pubblicato quella “perlina”, inviataci peraltro da
Enrico Ciccarelli, ignoravamo che al Comune di Foggia esistessero livelli
diversi nell’ambito della Comunicazione e, comunque, chi segue la
rubrìca ‘Errori &
Orrori’ sa che evidenziamo solo il peccato e non anche il peccatore, a
differenza dell’Osservatorio sulla Qualità dell’Informazione
Locale, tra l’altro
particolarmente ricco di denunce questo mese. Circa
l’inserimento della nostra testata nella mailing list, per il ricevimento
dei Vostri comunicati-stampa, anche qui ritenevamo che non ne esistesse
una “personalizzata” (quella del Sindaco Ciliberti per intenderci). Davamo
per scontato che in un importante Ente pubblico, qual è certamente il
Comune di Foggia, le testate restassero accreditate a prescindere da chi
riveste la carica di Primo Cittadino. Ma niente di grave, anzi. La
solerzia con cui ci avete inserito - senza aver prodotto alcuna richiesta
di inserimento - dimostra che il problema è superato e di tanto vi
ringraziamo, così come per il gentile pensiero, in occasione della
conferenza di fine anno tenuta dal Sindaco Ciliberti. Buon
lavoro!
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