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Anno 5, n. 109 SOMMARIO
Io non copio, rielaboro di Luca Cicolella Perchè
e per chi scrivere. Lettera dalla Sicilia A
quando il ritorno di ‘Politica di Capitanata’? Il
mio ricordo di ‘Radio Erre’ Comune:
“Ci sono comunicatori e comunicatori” INTERVENTI SONDAGGI AGENZIE
D’INFORMAZIONE PERIODICI/1 PERIODICI/2 PERIODICI/3 RIVISTE TELEVISIONE RADIO PERSONAGGI/1 PERSONAGGI/2 TREND AFFISSIONI PUBBLICITA’ PREMI
GIORNALISTICI DEONTOLOGIA GUARDIA
& LADRI ERRORI
& ORRORI La
Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, Corriere.it, Coordinamento
Nazionale Piccoli
Comuni, Italia Oggi, Quotidiano di Foggia, La Gazzetta del
Mezzogiorno, Puglia,
Pane & Pallone
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DO
DI PETO Cercando
una promessa di
Maurizio De Tullio Le
emittenti televisive foggiane sembrano accorgersi che l’ubriacatura di
calcio può sfociare in processi degenerativi. Non saranno stati
certamente i nostri strali a far cambiare qualcosa nei palinsesti delle
tivvù nostrane. Di certo gli scenari sono però modificati. Nel senso che
la quantità di pseudoinformazione a base di palle e pallone non si è
sgonfiata, è viceversa aumentata la quota di programmi e spazi dedicati
ad altro. A noi andavano bene anche le statue inquadrate per mezz’ora
senza alcun commento, sempre meglio del ciarpame pseudosportivo. Invece
sono comparsi i “talk show” - giusto quando Maurizio Costanzo dice
addio a questo format! - come quel
‘Chiaro di luna’ da anni pensato, ideato e oggi condotto da Micky
de Finis nel frattempo traslocato da ‘Teleblù’
a ‘Teleradioerre’. Un ritorno del figliol prodigo visto che il
collega proprio lì ha mosso i primi passi da mezzobusto. Era il lontano
1977. A
‘Telefoggia’ vanno invece
di moda gli incontri che il direttore De Matteis tiene con il Sindaco
Ciliberti, con gli assessori della sua giunta comunale e con i suoi
contestatori della minoranza, ai quali alterna chiacchierate con
parlamentari dauni, assessori e consiglieri regionali. Tutta gente
d’alto rango che non sappiamo - ai tempi d’oggi - quanto suscitino
interesse e rialzi repentini nel segno dell’Auditel. A
noi pare, lo diciamo pacatamente da giornalisti ma soprattutto da utenti,
che non si può pensare di circoscrivere la giornata catodica di una
emittente televisiva locale al solo desolante tandem calcio e
politica. Le
vostre redazioni sono piene di gente - come Rosalìa Marcantonio, Ciro
D’Attoli, Luca Pernice, Enzo D’Errico, Loris Castriota, Daniela
Zazzara, Michele Carelli e tanti altri bravi colleghi - capace di
raccontare, di aprire un microfono e una telecamera su mondi
televisivamente sconosciuti ai più. Se li mettete seriamente in
condizione di fare semplicemente quello per cui li pagate (!) e che hanno
sognato per una vita - fare cioè i Giornalisti - state pur certi che i
risultati premieranno la vostra sfida col nuovo, un nuovo relativo
ovviamente. Troppo
facile lasciarli liberi di raccontare - e voi di commentare lì in
poltrona - a cose fatte: forse che la crisi delle abitazioni non si la
conosceva da prima? forse che le nostre borgate (del centro storico, delle
estreme periferie e delle campagne) non erano tragicamente al collasso già
da prima? forse il disagio sociale non ha numeri, forme e storie che
abbiamo in eredità da una vita in una città (e una provincia) che tutte
le statistiche non schiodano dagli ultimissimi posti in Italia? Fateci
questa bella promessa, cari Editori: col nuovo anno mettete alla prova i
vostri giornalisti impegnandoli sul terreno a loro più congeniale, quello
di raccontare quel che vedono (ammesso che vogliate concedere loro la
possibilità di vedere e raccontare!), senza i limiti dettati dalla
censura o, peggio, dall’autocensura. Tanto,
ci sarà sempre tempo per creare in studio quegli amichevoli (e
stucchevoli) finti dibattiti con politici e amministratori ai quali non
chiedere mai nulla che non sia l’ovvio. *
* * Un
mondo a parte Scriviamo
questa nota giovedì 30 dicembre, quattro giorni dopo che l’onda
assassina ha spazzato via - nel sud est asiatico - in pochi secondi decine
di migliaia di vite, atolli, villaggi, case, occupazioni, averi, povertà. Non
vogliamo aggiungere pena a pena, inutili parole a quelle già spese da
cronisti e commentatori. Tutti conoscono cosa è successo e cosa ancora
purtroppo succederà. Chi,
forse, sembra non essersi ancora accorto di nulla è il mondo politico e
amministrativo della “civilissima” Foggia le cui principali
istituzioni non hanno finora mosso un dito, e speso una parola, per far
sapere che i propri “rappresentanti del popolo” sono vicini e
soprattutto intendono dare una mano tangibile a quegli altri disgraziati. Altri
Enti, anche prossimi al capoluogo foggiano, come il Comune di Bari, hanno
immediatamente modificato il programma dello spettacolo di capodanno,
tagliando di netto le spese previste per devolverle alle popolazioni
colpite dalla più terribile delle tragedie degli ultimi decenni. A
Foggia Comune e Provincia hanno preferito evidenziare la “sinergia”
che in occasione dello spettacolo di fine anno, in piazza XX Settembre,
proporrà ai foggiani assetati di movida e fuochi d’artificio, i “grandi protagonisti” del Grande
Fratello, di Amici e compagnia cantando. Qualcosa
ci dice che se almeno un cittadino foggiano fosse rimasto ucciso dallo Tsunami
le cose sarebbero andate diversamente nei “Palazzi” foggiani. Ancora
una volta Foggia dimostra il posto che merita nelle classifiche.
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