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Anno 5, n. 109 SOMMARIO
Io non copio, rielaboro di Luca Cicolella Perchè
e per chi scrivere. Lettera dalla Sicilia A
quando il ritorno di ‘Politica di Capitanata’? Il
mio ricordo di ‘Radio Erre’ Comune:
“Ci sono comunicatori e comunicatori” INTERVENTI SONDAGGI AGENZIE
D’INFORMAZIONE PERIODICI/1 PERIODICI/2 PERIODICI/3 RIVISTE TELEVISIONE RADIO PERSONAGGI/1 PERSONAGGI/2 TREND AFFISSIONI PUBBLICITA’ PREMI
GIORNALISTICI DEONTOLOGIA GUARDIA
& LADRI ERRORI
& ORRORI La
Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, Corriere.it, Coordinamento
Nazionale Piccoli
Comuni, Italia Oggi, Quotidiano di Foggia, La Gazzetta del
Mezzogiorno, Puglia, Pane & Pallone | |||||
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TREND Stabile
la vendita dei quotidiani ROMA
- Vendite sostanzialmente stabili sotto i 6 milioni di copie, fatturato
pubblicitario in calo, ma bilanci in lieve miglioramento e segnali di
vitalità, per esempio il ricorso sempre più massiccio al colore: è il
panorama della stampa italiana che emerge dal Rapporto 2004
sull’industria italiana dei quotidiani dell’Osservatorio tecnico per i
quotidiani e le agenzie di informazione. Il
rapporto, presentato ieri a Roma nella sede della Fieg, censisce
quest’anno 206 quotidiani (22 le testate nuove rispetto al 2003, 20
quelle cessate); 159 agenzie contro le 147 dell’anno scorso (105 con
frequenza quotidiana di distribuzione delle informazioni); 122 strutture
di vendita della pubblicità contro le 111 del 2003 (28 con più di una
testata quotidiana in portafoglio) e ancora 154 società editrici e 98
centri stampa. PRODOTTO
E MERCATO EDITORIALE - In base ai dati relativi ai primi nove mesi
dell’anno, la diffusione dei quotidiani si attesta intorno ai 5,8
milioni di copie al giorno, esclusi i circa 2,1 milioni di copie delle
testate gratuite. Cresce la ’readership’, con il 41.5% di italiani
sopra i 14 anni che si dichiara lettore di almeno un quotidiano al giorno.
Per contro, il 20% (cioè quasi 10 milioni di persone) dichiara di non
leggere mai un quotidiano. La regione dove si legge di più è l’Emilia
Romagna (il 61.4% della popolazione legge tutti i giorni), quella dove si
legge di meno la Campania (solo un abitante su quattro legge tutti i
giorni). ANDAMENTO
ECONOMICO DELLE IMPRESE - I bilanci delle società editrici dei quotidiani
- elaborati dalla Deloitte & Touche per conto della Fieg - hanno
evidenziato un aumento del margine operativo lordo da 230 a 320 milioni di
euro, grazie a un lieve incremento del fatturato (+2,5%) e a un limatura
dei costi (-0,6%). Dati
non positivi arrivano invece dal fronte pubblicitario. Se il 2003 si è
chiuso per i quotidiani con un -3%, per il 2004 il mercato pubblicitario
è previsto in crescita del 9,5%, ma per i quotidiani l’incremento
atteso sulla base dei primi otto mesi dell’anno è solo del 3%, mentre
per la televisione è del 12%. Un segnale positivo arriva almeno dal
mercato pubblicitario locale: +23% tra il 2000 e il 2004, con una quota
sul fatturato totale dei quotidiani passata dal 22 al 29%. OCCUPAZIONE
- E’ in calo: a fine 2003 i poligrafici risultavano poco più di 7.500,
il 3% in meno rispetto all’anno prima. La diminuzione ha riguardato
soprattutto gli addetti più giovani: -11% tra gli ’under 37’, con un
aumento dell’età media sopra i 42 anni. In calo anche il ricorso al
lavoro straordinario: -4% nel 2003 rispetto all’anno precedente. RETRIBUZIONI
- La retribuzione lorda nel 2003 ha toccato i 37.700 euro annui (+0,8%),
grazie alla crescita (1%) della retribuzione ordinaria e al calo (2,6%) di
quella straordinaria. Tra il 2000 e il 2003 le retribuzioni medie sono
aumentate del 4.6% a valori correnti, ma hanno subito un’erosione del
2,9% rispetto all’aumento del costo della vita. PRODUTTIVITA’
- Più 5% per il numero delle pagine prodotte per ora di lavoro, più 4%
in termini di pagine. Nel complesso, la produttività è stata di oltre
9.500 pagine all’ora, quattro volte in più rispetto alle 1.900 del
1982. «E’
importante sottolineare - ha commentato Carlo Lombardi, presidente
dell’Osservatorio - che i giornali stanno reagendo positivamente anche
alla crisi pubblicitaria, grazie al marketing, alle nuove tecnologie e
soprattutto al miglioramento del prodotto. Questo impegno però va
accompagnato con progetti per la formazione e per la crescita
professionale dei lavoratori del settore». Il
problema, ha sottolineato il vicedirettore generale della Fieg Giancarlo
Zingoni, resta quello delle risorse da destinare alla formazione: «La
vitalità del mondo editoriale è testimoniata dagli investimenti da 500
milioni di euro realizzati nel 2004 per il passaggio totale o parziale al
colore, ma anche dall’annuale arricchimento della forza lavoro in
ricambio di quella in uscita: dal ’95 ad oggi, 3.000 lavoratori sono
entrati nelle aziende editrici di quotidiani e questo vuol dire che il
settore ogni anno occupa circa 330 nuovi addetti. Negli ultimi 25 anni -
ha detto ancora Zingoni - sono stati realizzati forti processi di
formazione, ma non si sono create strutture istituzionali ad hoc
all’interno delle aziende: un modello, questo, che dovrà modificarsi
con l’evoluzione tecnologica. Non sappiamo ancora a quanto ammonta
quello 0.30% dei contributi versati dalle aziende per la formazione: è
chiaro però che serviranno progetti di più ampio respiro, puntati
sull’arricchimento continuo delle competenze, per garantire una
qualificazione sempre più alta del personale». Da:
www.og.puglia.it
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